
La festa di sant'Agata
Tra fede e tradizione - Giorni di culto, di devozione, di folclore, di tradizioni che non hanno riscontro nel mondo. Devoti o curiosi si contano a centinaia e centinaia di migliaia. Uomini e donne vestiti con un abito bianco, il classico sacco, le processioni di ceri votivi,le illuminazioni artistiche, i fuochi pirotecnici e le caratteristiche candelore. Sono tre giorni di solennità, ma due in particolare, quando Sant'Agata il 4 e il 5 febbraio nel suo argenteo fercolo "a vara" va tra la sua gente. La processione ripercorre le vicende della storia della " santuzza ", che si intrecciano con quella della città: il duomo, i luoghi del martirio, le vie del centro di Catania. L’intera festa si conclude il 6 mattina con il ritorno del fercolo in Cattedrale, per una pausa momentanea. Il 17 agosto infatti, data in cui si ricorda il ritorno a Catania delle spoglie di sant’Agata, dopo che queste erano state trafugate e portate a Costantinopoli, la Santa visita nuovamente i catanesi.
Rinata molte volte da devastanti terremoti e eruzioni dell'Etna, Catania ha tributato alla Patrona chiese e monumenti tra i piu' belli e prestigiosi. Oggi si possono ammirare nella salita dei Cappuccini, all'interno della chiesa di Sant'Agata al Carcere, i ruderi che contengono la prigione dove Sant'Agata pati' il martirio e vi spiro'. Vicino ci sono le chiese di Sant'Agata alla Fornace (in piazza Stesicoro) e di Sant'Agata la Vetere (via S. Maddalena), la prima cattedrale di Catania e forse luogo della prima sepoltura. Ancora la Badia di Sant'Agata, la stele in piazza dei Martiri, la fontana di via Dusmet, il Duomo normanno-barocco. Mentre la Basilica Cattedrale conserva le relique, la chiesa del Sacro Carcere rappresenta il centro del culto agatino, la storia vivente del martirio, della vicenda agatina. Nel tempio, oltre alla buia stanzetta, si puo' vedere la lastra lavica in cui sono impresse le orme dei piedi. In questo luogo, che presto sara' santuario, il catanese ritrova la sua identita' spirituale.